NEO-DJIHADISTES PDF

Seconda metà del XVII sec d. Definito nelle maniere più diverse – « ortodosso », « ultraconservatore », « austero » – per oltre due secoli il Wahhabismo è stato il credo dominante nella Penisola Arabica e dell’attuale Arabia Saudita. Nel secondo nEO-DJIHADISTES PDF del XXI secolo, la maggioranza dei wahhabiti si trova in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita.


Mohamed Merah à Toulouse, Jérémie Louis Sidney à Strasbourg, Hakim
Benladghem à Bruxelles, Muriel Delgauque qui se fait exploser en Irak,
Colleen LaRose (dite « Jihad Jane ») interpellée avant des attentats
sanglants en Europe et bien d’autres encore : les « néo-djihadistes » sont
parmi nous.
Délinquants, convertis, solitaires ou marginaux, hommes ou femmes :
ils remplacent les premiers combattants d’al-Qaïda. Tous tentent de se
purifier par la guerre sainte ou de donner un sens à leur vie.
Si le risque des grands attentats, comme ceux du 11 septembre 2001,
reste réel, l’époque est aussi aux actions posées par des solitaires ou
des « micros cellules » extrêmement difficiles à pénétrer. Ceux que les
Anglo-Saxons appellent les « homegrown terrorists », c’est-à-dire « les
terroristes de l’intérieur », nés et élevés en Europe ou aux États-Unis,
vivent au coeur même des pays qu’ils vont cibler par leurs attentats.
Ce ne sont pas des « idéologistes », mais des révoltés mus par la haine….
Pour la première fois, un livre raconte qui ils sont, dévoile leur
recrutement, leur formation et explique comment ils ont été endoctrinés.
De plus, se basant sur l’étude de plusieurs centaines de cas, l’auteur
dégage des « profils types » de ce nouvel « ennemi intérieur » qui menace
notre société. Enfin, en conclusion, l’auteur propose des mesures
simples et efficaces pour faire face à cette nouvelle menace.

Spostatosi a Dirʿiyya, egli guadagnò alla sua visione del mondo il figlio dell’Emiro e nel 1744 Ibn ʿAbd al-Wahhāb e Muḥammad b. Saʿūd si giurarono fedeltà reciproca, con l’intento di realizzare una comune azione per il rinnovamento dei costumi che entrambi giudicavano eccessivamente rilassati. L’alleanza fra il leader religioso e il signore della città fu la pietra angolare di quello che sarebbe divenuto, molto tempo dopo, il regno saudita. Ma fu anche la ragione della diffidenza che la Wahhābiyya suscitò nell’Impero Ottomano. 17 anni, generale comandante di quella campagna militare.

La campagna militare ebbe quindi pieno successo, ma i seguaci dell’Āl Saʿūd, dopo la partenza degli egiziani, riuscirono a ricostituire uno Stato fortemente caratterizzato dalla religione islamica, così come essi la interpretavano. Una seconda spedizione si mosse tra il 1813 e il 1815. Dopo una campagna assai difficile, l’esercito egiziano distrusse la capitale Dirʿiyya il 3 settembre 1818. L’Imam Turki ibn ʿAbd Allāh b.

Saʿūd riuscì a dar vita nel 1824 al secondo Stato wahhabita, con Riad per capitale. Il nuovo Stato adottò il Wahhabismo come dottrina ufficiale, giustificando agli occhi del mondo islamico la sua legittimità con il possesso e il controllo dei due più importanti luoghi santi dell’Islam: La Mecca e Medina. Agli inizi la Wahhābiyya era soltanto uno dei tanti tentativi di ritorno alla pretesa purezza e al rigore delle origini dell’Islam. Il Wahhabismo è stato criticato per la distruzione di siti storici, santuari e mausolei, e altre costruzioni islamiche e non islamiche e dei loro manufatti.

Per questo essa non ha mai sentito alcun bisogno di adottare una Costituzione che ne potesse limitare e controllare i poteri assoluti né di avviare un reale processo di codificazione giuridica. Our good name: a company’s fight to defend its honor J. Anees al-Qudaihi, BBC, 24 March 2009. Accettare un dato rivelato « senza chiedersi il perché ». URL consultato il 3 agosto 2014.